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IPERCOOP DI SESTO FIORENTINO
La sfida degli ipermercati

L'elemento caratterizzante il complesso è la torre di distribuzione verticale che culmina con una "cabina" di controllo completamente vetrata con vista su Monte Morello e sull'aeroporto Vespucci

Sono loro i nuovi mecenati illuminati dell'architettura contemporanea italiana: Unicoop, IGigli e Panorama, Carrefour, Esselunga e molti altri ancora, ovvero le garndi società commerciali. Negli ultimi anni Firenze, Prato e dintorni hanno visto proliferare molti centri commerciali, ipermercati, supermercati, insomma grandi "cattedrali" del commercio in periferie più o meno strategiche, vicino alle autostrade, alle superstrade o ai nodi di traffico e scorrimento principali, con una nuova frontiera per progettisti, architetti e urbanisti.

IPERCOOP DI SESTO FIORENTINO La sfida degli ipermercati

IPERCOOP DI SESTO FIORENTINO  La sfida degli ipermercati
Copyright 2019 - Arch. Sonia Piazzini

Fig. 1 - La nuova grande Ipercoop di Sesto Fiorentino si articola intorno alla galleria commerciale, una sorta di strada coperta e climatizzata su cui si affacciano i negozi

E' così che le grandi società commerciali "combattono" la loro guerra al fatturato con grandi volumi, investimenti consistenti e grandi nomi dell'archittura...non questa volta però. Il progetto è "firmato" da Inres, società che ha realizzato per il Gruppo Coop 40 ipermercati, 147 supermercati e vari altri punti vendita di dimensioni minori; firmato si fa per dire in quanto nomi di architetti e ingegneri che hanno firmato il progetto non ce ne sono (salvo quello del Presidente Ing. Franco Susini); un'architettura anonima quindi, al pari di tanti oggetti di design frutto della produzione industriale di massa (chi di noi saprebbe dire il progettista del famoso salvatelecomando Meliconi?).

La nuova grande Ipercoop di Sesto Fiorentino si articola intorno alla galleria commerciale, una sorta di strada coperta e climatizzata su cui si affacciano i negozi. Tutto il piano terreno è adibito alla vendita mentre i piani superiori sono riservati agli uffici, ai servizi e alla ristorazione, in un continuo rapporto tra vendita al dettaglio, quella dei negozi tradizionali, grande distribuzione e servizi.

Dal punto di vista squisitamente architettonico l'elemento caratterizzante il complesso è la torre di distribuzione verticale (con scale circolari e vano ascensori) che culmina con una "cabina" di controllo completamente vetrata con ampia vista da un lato su Monte Morello e dall'altro verso l'aeroporto Vespucci, forse proprio elemento ispiratore del progetto.
Anche la scelta dei materiali, acciaio e vetro strutturale, conferma la volontà di realizzare un'architettura altamente tecnologica senza rinunciare a un confronto con la tradizione toscana, come dimostra l'utilizzo del cotto in facciata, in un continuo rapporto tra tecnologia e tradizione, tra materiali "freddi" e materiali "caldi".

Dal punto di vista urbanistico è necessaria una riflessione per l'impatto che questi grandi centri commerciali hanno sulle nostre città: grandi arterie di traffico e scorrimento; impoverimento dei piccoli negozi all'interno del tessuto urbano che non possono concorrere con le grandi catene; iperstrutture che modificano i comportamenti della popolazione e la libera concorrenza del mercato. E', ripeto, necessaria una risposta urbanistica e sociale concreta alla pressione economica esercitata dai grandi mecenati del mercato, o quantomeno è necessario interrogarsi su come la città si sta trasformando: dagli ipermercati ai cinema multisala fino alle grandi lottizzazioni, la città è fortemente sottoposta a progetti a grande scala che producono sempre più una zonizzazione piuttosto che una integrazione delle funzioni abitative, commerciali, direzionali, ricettive, ecc. Il tutto ovviamente ha conseguenze sulla società, sull'economia, sul traffico (molte persone si spostano in direzione delle iperstrutture), persino sulla bellezza delle nostre città.

Anche dal punto di vista sociale e commerciale è necessaria una attenta analisi economica per l'impatto che questi grandi centri commerciali hanno. Nella zona di Scandicci - Signa è stato da poco inaugurato un grande centro commerciale Coop a San Lorenzo a Greve, una nuova Ipercoop è in fase di realizzazione nei pressi del casello autostradale Firenze - Signa (a pochi chilometri dal precedente, circa 3 - 4 km) e da qui alla vecchia Ipercoop di Lastra a Signa ci sono solo pochi chilometri (circa 5 - 6 km). Era davvero necessaria la nuova Ipercoop? E quando il consumatore non potrà più scegliere?

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