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PARC ANDRE' - CITROEN
Parigi - Arch. Jean Paul Viguier

La struttura del parco è definita da alcuni assi privilegiati legati tra loro da relazioni gerarchiche: il Grande Canale, la diagonale pedonale e l'assembramento regolare dei "Giardini Seriali"

Quando sono stata a Parigi nell'estate del 2002, ho apprezzato più l'atmosfera del Parco della Villette, pieno di vita, di suoni, un vero e proprio spazio "metropolitano", più che la quiete e la tranquillità che si "respirava" girovagando per il Parco André-Citroën, con la sua distesa verde verso la Senna. Una cosa però è certa, questo è il genere di parco che vorrei avere proprio sotto casa, per fare jogging o rilassarmi al rientro dal lavoro, insomma una vera pacchia per gli abitanti del quartiere. Ho pensato, perchè questo succede solo in Europa e non viene fatto anche nelle nostre periferie? Subito potrebbero essere riqualificate e "rivitalizzate".

Ultimato nel 1992, con i suoi tredici ettari, il Parco André Citroën si contrapone a quella tendenza della progettazione del verde di tipo architettonico - tecnologico che aveva caratterizzato il suo più importante predecessore, il Parco della Villette, in quanto, malgrado la regolarità del suo impianto e la disposizione ortogonale alla Senna (unita alle semplici geometrie dei ninfei e dei giardini seriali, e dai perfetti parallelepipedi in vetro delle serre), l'uso innovativo e ricco della vegetazione e dell'acqua, gli conferiscono un carattere paesaggistico - naturalistico.

PARC ANDRE' - CITROEN Parigi - Arch. Jean Paul Viguier

PARC ANDRE' - CITROEN  Parigi - Arch. Jean Paul Viguier
Copyright 2017 - Arch. Sonia Piazzini

Fig. 1 - I ninfei a forma di semplice parallelepipedo sul Grande Canale

Il parco è organizzato attorno ad un vasto spazio centrale, un rettangolo coltivato a semplice prato, di 320 per 130 metri, posizionato in modo perpendicolare alla Senna cui è adiacente lungo uno dei suoi lati minori. Dal grande prato centrale è inoltre possibile raggiungere la riva della Senna senza incontrare ostacoli, grazie alla realizzazione di un tunnel per il passaggio della linea RER, che segue il profilo dell'argine, disposizione spaziale unica in Parigi.

All'estremità opposta del grande prato, un sagrato inclinato funge da basamento per due grandi serre alte quindici metri e lunghe quarantacinque metri, una delle quali ospita un giardino mediterraneo, mentre l'altra un agrumeto. Tra di esse si trova un area piana puntinata regolarmente di fontane e giochi d'acqua, che costituisce la scenografia di fondo della prospettiva verso la "rue Balard", collocata all'estremo opposto dell'area del parco rispetto al corso del fiume.

La struttura del parco è definita da alcuni assi privilegiati legati tra loro da relazioni gerarchiche:
- il Grande Canale che delimita il lato sud ovest del parco, scandito in modo regolare da una serie di ninfei di forma di semplice parallelepipedo;
- la diagonale pedonale che da nord (accanto alla Senna), raggiunge a sud il "Jardin Noir" e che attraversa completamente la grande prairie centrale;
- l'assembramento regolare dei "Giardini Seriali" alla sinistra del parterre centrale in opposizione al Grande Canale, formati da sei piccole serre e sei canalette che racchiudono altrettanti giardini tematici costituiti da aree rettangolari, numerate e racchiuse da rampe, legate simbolicamente l'una all'altra da rapporti analogici espressi attraverso i colori, i materiali, i sensi, i metalli ed i pianeti.

La compatta struttura del parco, si sfrangia verso sud est, in direzione opposta alla Senna, dove, due forme quadrangolari separate ed opposte, s'infiltrano nel tessuto urbano. Si tratta del "Jardin Noir", una sorta di labirinto chiuso e infossato, molto ombroso e fittamente piantato con alberi ed arbusti dal fogliame di colore verde scuro e del "Jardin Blanc", aperto sul vicino quartiere, nel cui centro si trova una grande aiuola composta da svariati cespugli dalla fioritura bianca. Il disegno del primo fu affidato all'équipe Viguier - Provost, che si occupò inoltre della progettazione dettagliata del parterre centrale e relativa cornice d'acqua, dei ninfei della vasca principale e del Giardino della Metamorfosi. Il disegno del "Jardin Blanc" fu invece affidato all'équipe Clément - Berger, che ha inoltre ideato il progetto delle due grandi serre, dei giardini seriali e del "Jardin en Mouvement" oltre che dell'arredo e dell'illuminazione.

Storia del concorso
Nell'area precedentemente occupata dagli stabilimenti dell'azienda automobilistica Citroën, nel cuore di un nuovo quartiere della città di Parigi, il comune di Parigi diede inizio nel 1986 alla realizzazione di uno dei più vasti parchi pubblici cittadini.
L'azienda automobilistica Citroën, che costruì le sue prime officine in quell'area nel 1915, trasferì ogni attività fuori la città di Parigi nel 1972. L'intera area, dell'estensione di circa 23 ettari, venne acquistata dal comune di Parigi che diede inizio allo sviluppo di un piano ZAC (Zone d'Aménagement Concentré), il quale prevedeva oltre ad un vasto parco centrale, anche un'area residenziale con tremila abitazioni, un ospedale e alcuni edifici per uffici e attività commerciali. Per alcuni anni la destinazione dell'area rimase indefinita; solo nel 1984 venne indetto un concorso internazionale per la progettazione di un grande parco pubblico. Gli impianti, le officine e le strutture - fisiche testimonianze di sessant'anni di attività produttiva industriale - furono smantellate ed il nuovo progetto s'impiantò sul terreno completamente sgombro.

L'impostazione del concorso imponeva, che i teams di progettisti concorrenti fossero composti oltre che da architetti, anche da paesaggisti, scelta con cui il Comune di Parigi cercò di opporsi a quella tendenza - che aveva così fortemente segnato il progetto del Parco della Villette - ad impostare il disegno di uno spazio a verde, su elementi prevalentemente architettonici piuttosto che paesaggistici e naturalistici.
Furono due le équipes di professionisti associati selezionate al concorso internazionale dall'Atelier parigino di urbanistica: la prima costituita dall'architetto Jean Paul Viguier e dal paesaggista Alain Provost, la seconda dall'architetto Patrick Berger e dal paesaggista e agronomo Gilles Clément.

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